NASCE UN NUOVO GRUPPO INDO-EUROPEO DESTINATO A INVESTIRE SU ELETTRICO, IDROGENO E TECNOLOGIE AVANZATE PER IL TRASPORTO COMMERCIALE
Le competenze congiunte del nuovo gruppo copriranno l’intero spettro delle tecnologie di propulsione, dalle motorizzazioni tradizionali fino all’elettrico a batteria, all’idrogeno e alle future soluzioni a basse o zero emissioni. Un elemento che potrebbe accelerare la diffusione delle nuove tecnologie nel trasporto professionale su scala globale.
La corsa verso la mobilità commerciale a basse emissioni passa anche attraverso nuove alleanze industriali. Tata Motors e Iveco Group hanno ufficialmente unito le proprie forze dando vita a una realtà globale che punta a giocare un ruolo di primo piano nello sviluppo delle tecnologie che accompagneranno la trasformazione del trasporto professionale nei prossimi decenni.
La nuova organizzazione sarà presente in oltre 130 Paesi, impiegherà circa 73.000 persone e potrà contare su ricavi complessivi nell’ordine dei 21 miliardi di euro. Numeri che la collocano tra i maggiori protagonisti mondiali della mobilità commerciale e che offrono una base importante per sostenere gli investimenti necessari alla transizione energetica del settore.
Dall’elettrico all’idrogeno: un portafoglio tecnologico completo
Uno degli elementi più interessanti dell’operazione riguarda la complementarità delle competenze delle due aziende nel campo dei sistemi di propulsione.
Il nuovo gruppo sarà infatti in grado di operare lungo l’intero spettro delle tecnologie disponibili, dai motori tradizionali alle alimentazioni a gas naturale, fino alle soluzioni elettriche a batteria, all’idrogeno e ad altre tecnologie emergenti a basse o zero emissioni.
Una pluralità di approcci che consentirà di affrontare le diverse esigenze dei mercati internazionali, dove la transizione verso una mobilità più sostenibile procede con tempi e modalità differenti a seconda delle infrastrutture e delle normative locali.
Più risorse per accelerare l’innovazione
La nascita del nuovo gruppo rappresenta anche una risposta alle sfide tecnologiche che stanno ridefinendo il settore dei trasporti.
L’elettrificazione dei veicoli commerciali, l’introduzione dell’idrogeno, la digitalizzazione delle flotte e lo sviluppo di piattaforme software sempre più avanzate richiedono infatti investimenti enormi in ricerca e sviluppo.
La nuova organizzazione potrà contare su 25 centri di Ricerca e Sviluppo distribuiti nel mondo e su una rete industriale composta da 27 stabilimenti produttivi, creando le condizioni per accelerare il passaggio dalle sperimentazioni alle applicazioni su larga scala.
Il ruolo strategico di FPT Industrial
Tra gli asset più importanti del nuovo gruppo figura anche FPT Industrial, realtà già attiva nello sviluppo di propulsori per applicazioni stradali, industriali, marine e per la generazione di energia.
Le competenze maturate negli anni nelle soluzioni multi-energy potrebbero rappresentare un elemento chiave nello sviluppo della prossima generazione di sistemi di propulsione destinati al trasporto merci e passeggeri.
Decarbonizzare il trasporto su scala globale
La forza dell’operazione non risiede soltanto nelle dimensioni industriali, ma nella possibilità di estendere più rapidamente le nuove tecnologie a un numero crescente di mercati.
Da una parte Tata Motors porta in dote una forte presenza in India e nei mercati emergenti dell’Asia, del Medio Oriente e dell’Africa. Dall’altra Iveco Group contribuisce con il proprio radicamento in Europa e in America Latina.
La combinazione di queste competenze potrebbe favorire una diffusione più rapida delle soluzioni a basse emissioni, contribuendo ad accelerare il percorso di decarbonizzazione del trasporto commerciale a livello globale.
Una nuova fase per la mobilità professionale
L’unione tra Tata Motors e Iveco Group segna uno dei passaggi più significativi degli ultimi anni nel settore dei veicoli industriali. In un momento in cui elettrificazione, idrogeno, connettività e software stanno trasformando il concetto stesso di trasporto, il nuovo gruppo indo-europeo punta a posizionarsi tra i protagonisti della mobilità professionale del futuro.
Red. EMT
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